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    I soffitti “brillanti” della città di Vienna

    by  • 15 giugno 2012 • Architettura, ColorWhat? • 2 Comments

    Un’atmosfera così rilassante e decisamente unica la potete trovare solo al 18 ° piano del Sofitel Hotel Vienna Stephansdom, dove potrete gustare la cucina del ristorante dell’hotel di lusso, mentre osserverete il meraviglioso panorama della città di Vienna. L’intero edificio, per la maggior parte vetrato,  è costantemente  illuminato dalla luce naturale che crea riflessi colorati “impreziosendo” l’ambiente soprattutto grazie ai soffitti quasi brillanti che contribuiscono a creare un ambiente davvero originale.  Se di giorno siamo in un ambiente luminoso, delicato e accogliente, di notte siamo avvolti da un’atmosfera quasi surreale! Insomma guardate *ò*

    Grazie ad un gioco festoso di luce e di riflessi, l’edificio è in grado di generare una continuità tra l’interno e l’esterno.Nell’intento di perfezionare questa estetica purista, l’artista svizzero Pipilotti Rist ha creato luminosi soffitti con videoproiezioni multicolori, mentre l’architetto paesaggista francese Patrick Blanc ha realizzato un magnifico giardino verticale, una parete “vivente” ricoperta da 20.000 specie vegetali.

    Ancora una volta ci troviamo di fronte a un progetto che ha saputo coniugare l’arte con l’architettura. Ma prima di continuare ad illustrare ogni piccolo angolo di questa struttura, presentiamo il suo artefice, la mente del progetto: l’Architetto Jean Nouvel . Di fama internazionale, l’architetto ha magistralmente integrato la sua visione contemporanea nell’architettura tradizionale viennese. Sul sito dell’hotel di lusso si legge anche: ” Inserito nel prolungamento di una facciata a vetri, un tetto galleggiante a sbalzo consente alla luce di inondare la spaziosa hall d’ingresso, illuminando al contempo i 5 piani superiori. Le eleganti facciate bianche, nere e grigie riflettono l’arredo monocromatico delle camere.”

    Le 156 stanze e 26 suite di questo hotel di lusso a Vienna – 15 Junior, 3 Sofitel Black, 7 Prestige e un Magnifique – sono raffinate, contemporanee e monocromatiche, come possiamo vedere dalle foto. Vanno a sottolineare la sapiente scelte fatta dall’architetto nel lasciare agli spazi intimi delle camere colori neutri, rilassanti e appunto..monocromi, in contrapposizione con quegli ambienti collettivi e di incontro, come il ristorante, caratterizzato dagli splendidi e vivaci soffitti colorati.
      Dalle sezioni e altri disegni che troverete qui noterete un’altra particolarità dell’edificio, una sorta di  tetto inclinato galleggiante che sembra fondersi in una facciata in vetro permettendo alla luce di flusso nella hall spaziosa e illuminando i 5 livelli superiori.
    Che dire colorini, sarà un caso che noi di ColorWhat vi segnaliamo tutte queste belle esperienze architettose riguardati questo o quell’ albergo? come il Color Design Hotel, l‘Hotel Fox o ancora il Pantone Hotel? Sarà che vogliamo istigarvi a viaggiare! O perchè no, ad andare alla ricerca di colori! Ricordate followers, potete inviare le vostre foto alla sezione Your colors, creando così il vostro post sul nostro blog e se mai vi siete trovati in posti del genere, bhè perchè non condividerli con noi??? Live your fancy, Bluecurly

    Pantone Kitchen di Attilio Lanzillo & Partners

    by  • 9 giugno 2012 • Architettura, ColorWhat? • 0 Comments

    “The white goods era is over! Make way for Pantone Universe.” E’ lo slogan di Attilio Lanzillo & Partners che hanno progettato questa Pantone Kitchen per dare vita alla prima cucina personalizzabile.

    Il progetto è stato presentato al Fuorisalone 2012 Salone del Modile. Gli elettrodomestici, benché minimal, hanno stile moderno e dotati di tecnologia touch, partendo dai fornelli, al forno, fino al frigorifero. Tutta la cucina può essere controllata a distanza tramite il proprio smartphone, infatti, in dotazione, è presente un software specifico per la gestione degli elettrodomestici. Non si è ancora a conoscenza di quale sarà la casa produttrice di elettrodomestici che si lancerà in questo progetto colorato. Intanto possiamo già fantasticare sulla nostra cucina e scegliere come colorarla.

    Immagine anteprima YouTube

    Dream in colors! Pantone Hotel, Bruxelles

    by  • 5 dicembre 2011 • Architettura, ColorWhat? • 1 Comment

    In un edificio che a guardarlo dall’esterno potrà ricordarvi il Bauhaus di Dessau, si nasconde un covo di colori! Esatto, a Bruxelles sorge il Pantone Hotel,  un albergo dall’architettura minimal, un grande parallelepipedo bianco a cui sembrano incollate come figurine numerose finestre quadrate e rettangolari incorniciate da un’intelaiatura nera, che ricordano davvero la storica sede della scuola di design tedesca, e forse, per via dei vetri colorati, ricorderà anche l’inconfondibile stile del pittore olandese Mondrian.

     

     

    Circondato dal quartiere degli affari e molte attrazioni e musei, l’edificio sorge vicino la famosa Avenue Louise  molti negozi di design di lusso e ristoranti gourmet sono nelle vicinanze.  L’intera struttura si ispira ai codici colore del Pantone, e il design e gli ambienti sono disegnati da Michel Penneman e Olivier Hannaert.  Arrivati nella hall, non resta quindi altro che scegliere la camera cromaticamente più vicina al vostro umore o al vostro carattere (sempre che non sia già occupata). Per completezza, ognuna è dotata di televisore lcd, aria condizionata e wi-fi gratuito.

    Ogni ambiente, ogni dettaglio, dalla tazzina di caffè, alle sedie, alle biciclette, è un gioco di colori che rasserena l’atmosfera e ci rende decisamente più allegri!

     

    Opere d’arte e design caratterizzano le stanze: da quella in azzurro Pantone 298 C, acquatico e tranquillo, a quella con il lilla Pantone 238 C, accattivante e pregiato. Sulle parete accoglie tre o quattro cartoncini che sembrano presi da un campionario di vernice, su cui sono indicate le sfumature utilizzate .

    Che dire, soggiornare in questo albergo sarà sicuramente un’esperienza unica…e sono quasi sicura che il nostro coniglietto fuggitivo, Stevolino, sia passato proprio in Avenue Louise! Forse ho trovato una traccia!

     

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