Se il vostro animo è Black e se avete un cuore abbastanza forte, questo film può essere alla vostra portata. Bambole con occhi assassini, bambini suicidi, spiriti, corvi, case abbandonate su un’isola avvolta dalla nebbia. Per chi è coraggioso, tutto questo non fa alcun effetto ma per qualcun’altro più suscettibile, sono il cocktail perfetto di paura, chiedetelo a chi ieri ha abbandonato la sala a metà film.
La presenza di Harry Potter…ehm…Daniel Radcliffe (rimarrà per sempre Harry) come protagonista principale, penso sia stato fondamentale per il successo e per la propaganda del film, un film che di speciale ha decisamente ben poco. Pochissimi i discorsi, poco il mistero, poco forse anche il budget pensando alle scene in cui le scenografie erano visibilmente finte. L’interpretazione di Redcliffe si allontana decisamente da quello per cui lo abbiamo conosciuto, qui si ritrova a ricoprire un ruolo più da adulto, padre di un bimbo di 4 anni orfano della madre, morta dopo averlo partorito.
La vera paura, nel film, diventa ad un certo punto anche snervante e noiosa, i continui e frequenti sussulti distolgono l’attenzione dallo schermo per le numerose volte in cui bisogna “riprendere fiato” dallo spavento. Solo nella ultime scene la tensione riesce a farci rimanere concentrati a seguire il film, fino ad arrivare ad un finale che si distacca da quello che è stato il film per tutti i 95 minuti di proiezione.






















