• Posts Tagged ‘arte’

    La cisterna colorata di Brooklyn

    by  • 11 settembre 2012 • Architettura, ColorWhat? • 0 Comments

    New York è una delle poche metropoli al mondo che ha conservato le antiche cisterne d’acqua sui tetti. Sarebbe anche un buon tema sulla questione -recuperiamo l’acqua piovana e rendiamo le nostre abitazioni, i nostri quartieri più ecosostenibili-…ma questo è un altro discorso….qui si parla di icone, di design, di arte…di memorie e sì, di riciclo!

     Tom Fruin ha creato la sua opera d’arte: la “Watertower”, realizzandola con oltre mille pezzi colorati di plexiglass che ne riflettono la luce. Affascinato dalle antiche cisterne d’acqua che ne caratterizzano lo skyline newyorkese, Tom ha optato per una scelta decisiva e di carattere, rimanendo fedele alla storia e ai “ricordi” della città ormai segnata da queste cisterne, ha voluto fortemente recuperare questa “memoria” per ripresentarla la pubblico con una nuova veste…colorata!

    I frammenti sono materiali di scarto, recuperati nei dintorni dall’artista, che li ha rimessi insieme in un collage, divenuto quasi una bandiera simbolica del quartiere. che ne pensate?

    Visita il suo sito qui and Live your fancy, Bluecurly

    In estate vi annoiate un pò? che pall.ine! Suspended Bouncy Ball

    by  • 13 agosto 2012 • ColorWhat? • 0 Comments

    Atomic: Full of Love, Full of Wonder  è stata un’istallazione datata 2005 e messa in opera da un artista, Nike Savvas! L’istallazione che noiosa sicuramente non era, è stata accolta nell’ Australian Centre for Contemporary Art in Melbourne. La galleria che l’artista ha creato semplicemente tenendo in sospensione queste piccole palline colorate, crea un effetto piuttosto curioso…no?

     

    Elements Creative: mix the digital art!

    by  • 1 luglio 2012 • ColorWhat? • 2 Comments

     

    Prendete un corridoio dell‘Accademia delle arti e nuove tecnologie di Roma, una pausa, qualche sigaretta e tre ragazzi con tanta voglia di fare! Ecco nascere ELEMENTS CREATIVE! Una miscela di passioni, di volontà e di giovani esperienze che non possono che fare bene a questo vecchio Paese!

    Si tratta di Angelo Germano Matteo Gallinelli e Giuliano Antonio Lo Re, e si parla di Web Design, Digital Art, Digital Photography…Roba buona!  Il destino quindi ha voluto che queste tre “componenti” divenissero parte di un progetto, e che a loro volta inziassero quasi per gioco a comporre, miscelare, scegliere di amalgamare diversi “elements”, creando nuove forme, nuovi colori, nuovi messaggi. I loro lavori, che potrete guardare su Behance, abbracciano una filosofia che poco si allontana da quella che abbiamo da sempre ritrovato nella storia dell’arte, la Composizione. La scelta degli elementi, degli ingredienti da utilizzare così come per un quadro, per una fotografia, per un’istallazione, diviene per gli Elements Creative, un punto di partenza fondamentale, da cui partire per iniziare la miscela….e in questo caso, scattare! Qualcuno forse ha avuto la possibilità di incontrarli al Circolo degli artisti di Roma, che ha esposto i loro lavori fino al 28 Giugno scorso.

    Dopo aver indicato la lista che ha dato vita agli Elements, procediamo con quella che ha dato vita ai progetti di questo bel trio! Basta poco: un cubo di vetro pieno d’acqua, vernici, olio, inchiostri, acrilici da miscelare fino ad ottenere la giusta densità e magari un uovo! Ultimo elemento fondamentale, l’occhio: una buona canon 5D mark II può andar bene!

     SUB PLANT - INK, NATURE, WATER…WHAT ELSE? 

    SUB PLANT è uno dei tre progetti che Colorwhat ha scelto di presentarvi! Iniziamo da quello che forse cerca di esprimere uno dei più nobili messaggi che l’uomo possa trasmettere. Il contatto indissolubile che abbiamo col mondo naturale. Anche in acqua questo legame rimane forte, fissato da quelli che sono gli inchiostri, le miscele delle nostre esperienze, delle nostre azioni, che hanno un effetto sulla natura, come sul piccolo bonsai usato nell’esperimento. Che ne pensate?

    EGGSPERIMENT

    Abbiamo parlato di un uovo prima? Sì! Per l’EGG ESPERIMENT, ancora un elemento naturale, unicellulare questa volta, che diviene parte degli scenari quasi primordiali, che in una soluzione d’acqua (è il caso di dirlo, brodo primordiale) interagisce con altri elementi, restituendo immagini sorprendenti e affascinanti!

    I risultati più strani sono stati ottenuti provando a miscelare anche la vernice con l’acqua all’interno dell’uovo. Gli stessi Element Creative sono stati sorpresi da come il colore del tuorlo avesse determinato scenari e miscele interessanti. Guardate anche le altre foto mi raccomando.

    VARNISH IN MOOD

    Concludiamo questo piccolo viaggio nel mondo degli Elements Creative con VARNISH IN MOOD, un’esperienza incentrata principalmente sul colore. E’ un pò come ripercorrere i primi passi degli Elements. La collaborazione nasce infatti inizialmente per indagare il potenziale del colore nell’acqua. Un materiale, il colore, con una consistenza effimera, non più fisica come il tuorlo o il bonsai, ma labile, momentanea. Una sfida, quella degli Elements che hanno tentato di “tramutare la natura effimera del colore, in un corpo, con una propria consistenza, una sua densità”.

    “La fotografia è probabilmente fra tutte le forme d’arte la più accessibile e la più gratificante. Può registrare volti o avvenimenti oppure narrare una storia. Può sorprendere, divertire ed educare. Può cogliere e comunicare emozioni e documentare qualsiasi dettaglio con rapidità e precisione.”

    Con le parole di John Hedgecoe, uno dei maestri della Fotografia Digitale, ho voluto omaggiare gli Elements Creative, augurandomi che anche voi siate rimasti affascinati o almeno incuriositi dalla loro esperienza compositiva, incentrata proprio sul dettaglio e sulla rapidità. Continuiamo a seguirli!

    Live your fancy, Bluecurly


    Vietri sul Mare, ceramica e colore: Intervista a Pierfrancesco Solimene

    by  • 29 giugno 2012 • Architettura, ColorWhat? • 1 Comment

    “Oggetti d’uso quotidiano che donano il brivido dell’eternità”

    Così Pierfrancesco Solimene presenta la sua arte, i suoi oggetti che grandi o piccoli sanno dare davvero tanto. Nato a Salerno nel 1986 vive e lavora a Vietri sul Mare. Nel 2005 consegue la maturità artistica presso il liceo artistico “Andrea Sabatini” e nel 2009 si diploma all’”Accademia di Belle Arti” di Napoli e da allora incomincia le sue prime esperienze  (leggi qui). Noi di Colorwhat si sà, siamo attirati dal colore, da tutto ciò che la creatività, l’amore, la passione, riesce a “colorare” e a rendere interessante, tanto da porci sempre con il punto interrogativo sulla testa e incominciare a fare tante domande! Passeremo dagli Impressionisti alla filosofia, dalla storia alla crisi, per ritornare alle sue ceramiche! Buona lettura!

    Intanto benvenuto! Colorwhat è orgoglioso e onorato di poter arricchire questo spazio presentando un artista come te. Avere la volontà e la possibilità di seguire la tradizione della propria terra e della propria famiglia deve essere un grande impulso, una grande motivazione che ti spinge a seguire questa tua passione. Ci spieghi come ti sei avvicinato a quest’arte e quanto Vietri sul Mare ti ha influenzato con la sua storia?

    Da bambino sei influenzato molto da quello che ti circonda, dalle suggestioni che un’oggetto può provocare, la mia abitazione era stracolma di oggetti ceramici e il mio primo ricordo legato alla lavorazione di essa  sono le scodelle dei colori e i pennelli situati sul banco da lavoro dei  decoratori.   Fondamentale per la mia formazione è stato lo studio delle ceramiche storiche vietresi,  il grande sviluppo di quest’ attività  si è avuta agli inizi del “900 in quello che si definisce il “periodo tedesco” dove artisti venuti dalla Germania iniziano a sperimentare e a convogliare tutte quelle sensazioni assorbite dal luogo. Qui in quel periodo si è vissuta una magia, un sano scambio che ha dato vita a quello che ancora oggi porta il nome di ceramica Vietrese, lavorare oggi senza tener conto di tutto questo è impossibile. 

    Parlando di tradizioni, utilizzi una “ricetta”  di famiglia  per ottenere gli smalti che vanno ad arricchire le tue creazioni?  Che rapporto c’è per te tra la materia e il colore?

     Quando ho deciso di approfondire nello specifico quest’attività, dopo aver concluso una formazione artistica rivolta ad ambiti diversi, mi sono chiesto qual’era il modo migliore per  indagare nel profondo questa materia, essendo attratto dalla superficie delle ceramiche “antiche”, da quei difetti che diventavano pregi, dalle bolle e dall’avvallamento dello smalto sulla terracotta, ho iniziato a creare in prima persona gli smalti (oggi cosa molto rara) cercando antiche ricette e acquistando le materie basilari, da qui ho esaminato tutte le dinamiche della fusione e le reazioni dei pigmenti colorati sulla superfice. In ceramica  c’è un rapporto  indissolubile tra forma e superfice, tra materia e colore,  l’uno non esclude l’altro,  l’originalità  è che in ceramica non esistono “colori pantoni” ma tutto è molto approssimativo, la riuscita è data dalla pennellata, dalla densità e dalla cottura, ad esempio il colore verde rame, simbolo della ceramica locale,  riesce ad avere diverse gradazioni fino a raggiungere il nero ramato.

     I tuoi oggetti nella loro semplicità, nel loro modo di porsi in modo impreciso, quasi abbozzati, superano il concetto di forma!  E tutto ciò fa pensare alle teorie del non-finito. Nell’arte moderna, cominciando in realtà da Michelangelo, passando per gli Impressionisti o Gaudì, la filosofia del non-finito, del non-detto, ha sempre suscitato fascino negli artisti e in chi si poneva di fronte all’opera.  In qualche modo ti senti inquadrato in questa mia interpretazione ? 

     Nei mie lavori riscontro il  valore dell’ artigianalità, dove l’uomo è l’artefice di quello che crea  nel  costante confronto con la natura,  il rapporto con l’elemento naturale determina “l’imperfezione”, in parole povere  la superfice dei mie oggetti ceramici ricorda più una corteccia, una roccia che una lastra d’acciao. Quando si lavora con  quest’ approccio, utilizzando la forma in questo modo, si innesca un meccanismo dove l’opera finita acquista un valore aggiunto, riconoscibile da un vasto pubblico come qualcosa di presente, non fredda e asettica, ma calda e contaminata.  A questo va aggiunto che la ceramica ha il grande pregio di essere un materiale “eterno”, arcaico,  si incrocia con la storia dell’uomo, con la sua volontà di costriure per contenere.

    Credi che in tempo di crisi, la tua esperienza possa essere un modello per coloro che si affacciano sul mondo del lavoro? Credere nelle propria terra, nelle proprie “mani” e avere il coraggio di reinventare un mestiere, soprattutto se si parla di quelle arti che rischiano di essere dimenticate?

    Ho avuto la possibilità di assimilare molte informazioni in questo ambito, essendo questa della ceramica un’ importante tradizione familiare,  nonostante tutto, il mio lavoro vive di innumerevoli sacrifici e difficoltà  ma  anche di piccole soddisfazioni, dove il fattore trainante è l’immutata passione per questa arte.

    Non so se  la mia esperienza può essere un modello, forse oggi nel contesto economico disastroso  in cui ci troviamo, dove i principi del capitalismo e della globalizzazione stanno collassando su se stessi,  riabbracciare queste attività manuali-artigianali  può  portare oltre che all’apprendimento di una capacità (di un  mestiere), anche  ad una migliore qualità della vita.

    “Ultima domanda: ci inviterai nel tuo laboratorio, vero?? I nostri complimenti e ti ringraziamo per il tempo che ci hai concesso!”

    Il mio laboratorio è uno spazio di confronto, aperto a tutti i coloro che desiderano scoprire questo settore. Non a caso in questi giorni stiamo svolgendo un progetto “Peso alle Immagini: incontro tra ceramica e illustratori” http://www.pesoalleimmagini.blogspot.it/  l’intenzione è quella di far confrontare con questa tecnica disegnatori  internazionali, nella volontà di dare nuova linfa vitale a questo settore, un’ esperienza che per ora sta dando i suoi frutti. Vi aspetto in laboratorio!

    E noi vi invitiamo a scoprire le ceramiche di Pierfrancesco visitando il suo sito, e perchè no, andando al laboratorio! In questi giorni per chi è della zona, ci scappa una passeggiata in costiera no?! Live you fancy, Bluecurly.