• ColorWhat?

    Puente Econtainer / Yoav Messer Architects – I containers in architettura

    by  • 15 febbraio 2013 • Architettura, ColorWhat? • 0 Comments

    Il concetto di riutilizzo è stato la base di questa proposta per il progetto del ponte di 160 metri che farà da ingresso al parco e connessione Ariel Sharon Lod Road (Strada 461 che corre da est di Tel Aviv alla città di Bnei Atarot).

    Il ponte sarà utilizzato da pedoni, ciclisti e veicoli speciali che fungono da servizio navetta per il pubblico dei visitatori dalle aree di parcheggio del parco stesso. Per quanto riguarda il concetto base, il riciclaggio interessa i “contenedores“, che costituiscono le unità modulari del ponte. Vedi altre immagini qui.

    I containers da molto tempo rappresentano uno stimolo importante per l’architettura moderna e il design che si sfidano nella realizzazione di interventi architettonici che, in rispetto delle esigenze ecosostenibili legate al riciclo intelligente, propongono progetti quali:

    Platoon Kunsthalle a Seul

    Platoon Kunsthalle

    vedi qui 

    Keep calm and KNIT ON! Oltre lo yoga c’è di più

    by  • 25 gennaio 2013 • ColorWhat? • 0 Comments

    Ho visto un ragazzo lavorare a maglia.

    L’avreste mai detto? Mi guardo intorno e in metro, all’università durante il break, dal parrucchiere…ovunque! Ragazze, ragazzi, giovani, meno giovani fanno knitting! NO non è una parolaccia, ma lavorano a maglia :D

    Sarà la crisi, sarà che piano piano ritorniamo alle vecchie e buone abitudini, ma sempre più persone stanno “incrociando” i ferri e tanti…tanti yarn! La minima possibilità che abbiamo di creare un accessorio fatto da noi non è solo una moda, è un “momento” di riflessione, di “intrecci”, di “pensieri e immaginazione” che si tramutano in manicotti, borse, sciarpucci, sciarpine, cappelli o…scaldatazze!

    Ma date sfogo alla vostra fantasia, e alla vostra manualità! Potreste ricavarne interi vestiti, e tanteee altre cosee,  perchè no?

    Se non l’avete ancora fatto, fateci un pensierino! Vi suggeriamo una pagina A knitters’Lab su facebook, dove ci sono tanti consigli come il dizionario delle parole inglesi-italiano che potrebbe servirvi per qualche tutorial.

    Ora mettete su un bel vinile, prendete il vostro YARN  e KEEP CALM AND KNIT ON.

     Ricordate anche del nostro articolo sullo Yarn Bombing!

    Cos’è il Movember?

    by  • 2 novembre 2012 • ColorWhat? • 0 Comments

    Movember è un progetto internazionale, nato nel 1999 ad Adelaide in Australia,  che viene celebrato ogni anno in giro per il mondo per tutto il mese di Novembre: per trenta giorni d’autunno si rinuncia al rasoio e ci si fanno crescere i baffi, come modo per chiamare l’attenzione su una causa molto importante, il cancro alla prostata maschile.

    Il 1° Movembre, tutti gli uomini (Mo Bros) sono invitati a registrarsi su movember.com con il volto ben rasato e a impegnarsi a lasciarsi crescere un bel paio di baffi per il resto del mese. Sostenuti dalle loro donne (denominate “Mo Sistas”), i Mo Bros raccolgono fondi cercando sponsorizzazioni per far crescere Movember. Alla fine del mese, la tradizione vuole che i Mo Bros e le Mo Sistas celebrino i loro sforzi per sensibilizzare l’opinione pubblica e raccogliere fondi con un “Movember party”, durante il quale vengono assegnati gli ambiti titoli di Miss Movember e Man of Movember.

    I Mo Bros aiutano a cambiare il volto della salute maschile diventando cartelloni pubblicitari ambulanti e parlanti per l’intero mese di novembre. Con le loro azioni e parole sensibilizzano l’opinione pubblica stimolando un dibatto sia privato che pubblico sulla problematica spesso ignorata della salute maschile. Insieme possiamo davvero cambiare radicalmente la salute maschile.

    Attualmente, Movember promuove campagne ufficiali in Australia, Nuova Zelanda, Gran Bretagna, Irlanda, USA, Canada, Sud Africa, Finlandia, Olanda, Danimarca, Norvegia, Belgio, Repubblica Ceca, Spagna, Hong Kong, Singapore, Francia, Germania, Svezia, Svizzera e Austria.

    E in In Italia? 

    In Italia non c’è un movimento ufficiale, ma se siete interessati potete registrarvi come “resto del mondo” su www.movember.com, e provare a sostenere ugualmente questa causa, con un pizzico di humor! Basta farsi crescere i baffi, inviare le proprie foto e donazioni, organizzandosi anche in gruppi, con amici o colleghi di lavoro.

    Oppure basta entrare in campo a Cernusco !

    Ebbene sì, nel nostro Paese a Cernusco è possibile farsi fotografare con i baffi assieme al Rugby Cernusco e fare un’offerta nella scatola con i baffi nella Clubhouse. Se siete in zona, fate un pensiero! Vi indirizziamo alla pagina Facebook che organizzerà l’evento. Cercate anche questa pagina: Movember Italy

    Insomma si vuole cambiare la maniera di pensare dell’uomo e incitare alla prevenzione, alla cura e alla attenzione per la propria salute, perché si possa abbattere qualsiasi muro che ostacoli ancora le persone alla sensibilizzazione della prevenzione, per la salute degli uomini e delle donne.

    Per questo motivo in queste mese Colorwhat indosserà un bel paio di BAFFI! W i Moustache! E se vi va provate a vedere come vi starebbero un bel paio di baffoni sulla vostra faccia cliccando su questo simpatico sito! MOUSTACHE IS GOOD

    “Door to Door” Ceramiche per il Centro storico di Salerno

    by  • 2 novembre 2012 • Architettura, ColorWhat? • 0 Comments

    Salerno centro storico: via mercanti, via duomo, via S.Pietro a Corte

    Cari colorini, cari lettori, ricordate l’intervista che ha permesso a Colorwhat di avvicinarsi al laboratorio delle arti ceramiche di Vietri? Pierfrancesco Solimene ci ha aperto le porte a un mondo di colori, di arte, di artigianato e di storia che va assolutamente salvaguardato e considerato come un’occasione che il territorio, inghiottito dal grigiiuume di interventi urbanistici ed edilizi poco felici, può utilizzare per impreziosirsi e riscattarsi.

    Quello che vedete nelle immagini è ad esempio un intervento che si è tenuto  nel mese di settembre 2012, sotto la direzione della soprintendenza di Salerno. “Il progetto curato da Marco Alfano ha previsto le realizzazione di 12 piastre in ceramica inserite  in maniera permanente nel manto stradale del centro storico. Le piastre simboleggiano organismi riemersi, fossili marini che riaffiorano nel mezzo della civiltà. Si è deciso di posizionarli in alcuni punti focali della città, inserendoli in maniera delicata senza sconvolgere la geografia dei luoghi, lasciandoli assorbire dall’architettura preesistente, in modo da scovarli e scoprirli nel quotidiano.”

    Vi invito a seguire Solimene Art Ceramiche, Colorwhat è un fan e un sostenitore appassionato e speriamo che artisti, artigiani, o semplicemente “uomini” appassionati al proprio lavoro, emergano da una realtà poco fiduciosa grazie al prodotto delle “proprie mani” e della volontà di migliorare la qualità delle nostre vite….anche se questo significa “rompere” i soliti schemi preposti e “innescare” nuovi materiali, nuovi simboli, nuove “unità” che ben si sposano in una maglia decisa e preordinata come quella di una banale pavimentazione di strada.

    Buona visione e buona passeggiata! Questo vuole essere anche un invito per visitare la città di Salerno.

    A presto, Blucurly.

     

     

    La cisterna colorata di Brooklyn

    by  • 11 settembre 2012 • Architettura, ColorWhat? • 0 Comments

    New York è una delle poche metropoli al mondo che ha conservato le antiche cisterne d’acqua sui tetti. Sarebbe anche un buon tema sulla questione -recuperiamo l’acqua piovana e rendiamo le nostre abitazioni, i nostri quartieri più ecosostenibili-…ma questo è un altro discorso….qui si parla di icone, di design, di arte…di memorie e sì, di riciclo!

     Tom Fruin ha creato la sua opera d’arte: la “Watertower”, realizzandola con oltre mille pezzi colorati di plexiglass che ne riflettono la luce. Affascinato dalle antiche cisterne d’acqua che ne caratterizzano lo skyline newyorkese, Tom ha optato per una scelta decisiva e di carattere, rimanendo fedele alla storia e ai “ricordi” della città ormai segnata da queste cisterne, ha voluto fortemente recuperare questa “memoria” per ripresentarla la pubblico con una nuova veste…colorata!

    I frammenti sono materiali di scarto, recuperati nei dintorni dall’artista, che li ha rimessi insieme in un collage, divenuto quasi una bandiera simbolica del quartiere. che ne pensate?

    Visita il suo sito qui and Live your fancy, Bluecurly

    The Peacock Room, un gioiello in Toscana…

    by  • 4 settembre 2012 • Architettura, ColorWhat? • 0 Comments

    Un motivo in più per viaggiare e scoprire i gioielli delle nostra terra. Il castello di Sammezzano in Reggello, Toscana.  Sì, la Toscana ospita tra le sue colline verdi questo complesso, ancora lasciato a se stesso, che nasconde spazi e volumi in cui la luce che penetra dalle vetrate, soprattutto da quelle rotte e devastate dalle incurie, illumina ambienti in cui il colore è il protagonista indiscusso. Incredibile trovare certe “decorazioni” in Italia vero?

    Il castello fu acquisito nel 600 dal Cavalier Ferdinando Odoardo Ximenes d’Aragona, e “scolpito”, modellato nell’800 da Niccolò Panciatichi , erede degli Ximenes e grande  estimatore della cultura e dell’architettura araba. Come potete ben vedere dall’immagine, l’esterno del castello fu progettato ispirandosi al Taj Mahal….

    …gli interni invece sono stati “elaborati” e decorate da stucchi, pensando all’Alhambra di Granada.

    “Il castello è circondato da un parco, tra i più vasti della Toscana. Panciatichi vi mise a dimora piante esotiche e rare ed abbellì il parco con manufatti in stile arabo. Oggi molte delle piante originali non esistono più. Importante è il gruppo di sequoie giganti, tra i più numerosi in Italia: 57 sequoie adulte (tutte alte più di 35 metri), una delle quali ha un tronco di circa dieci metri. Notevoli anche gli esemplari di cipresso di Lawson, riconoscibile per il colore argenteo della pagina inferiore delle foglie.
    Attualmente solo il parco è visitabile”…e questo è davvero un grosso peccato, non lo pensate anche voi?

    Colorwhat è innamorato di questi straordinari colori, anche se si tratta di un’architettura stravolta da un progetto che si allontana dalla sua originaria natura per trasformarlo in un vero e proprio “omaggio di pietra e di colore” all’architettura araba.

     Live your fancy, Bluecurly

     

     

     

    Green Pedestrian Crossing | Jody Xiong – DDB China.

    by  • 24 agosto 2012 • ColorWhat? • 0 Comments

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    Green Pedestrian Crossing è un’installazione / performance di Jody Xiond dell’agenzia creativa cinese DDB. Nel tentativo di attirare l’attenzione degli abitanti del paese, la China Environmental Protection Foundation, l’ente per la tutela ambientale, ha affidato alla DDB lo sviluppo di una campagna che inviti i cittadini ad abbandonare la macchina per camminare.

    Installata ai margini di un intersezione pedonale dove automobilisti e pedoni si incrociano, l’installazione, grazie a due cuscinetti di spugna imbevuti di vernice lavabile e ad asciugatura rapida consente ai pedoni didisegnare con le proprie scarpe la chioma di un albero sul manto stradale.

    Inizialmente posizionato su sette strade principali di Shanghai il progetto è stato ampliato successivamente su 132 strade in 15 città della Cina, permettendo di partecipare alla performance più di 3,920,000 persone.

    Immagine anteprima YouTube