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    Toccata&fuga al Centro Campania!

    by  • 31 maggio 2012 • Architettura, ColorWhat? • 2 Comments

    No, non vogliamo iniziarvi al saccheggio o al vandalismo! Vogliamo solo dare spazio a un meritato evento che ha avuto luogo al Centro Campania, un evento a cui Colorwhat si sente molto vicino: progettare, vivere e sognare, riciclando!

    Si tratta del RI-FESTIVAL 2012 un evento che non siamo riusciti a sponsorizzare in tempo, ma vi invitamo a scoprire invece una delle manifestazioni ancora presenti all’interno del centro commerciale, ovvero Toccata&Fuga | esperienze sensoriali nel mondo dei non-rifiuti. Il centro campania in occasione del ri_festival ha chiamato gli Architetti Salvatore Carbone, Sara Omassi e il Designer Antonio Iadarola,  per progettare e produrre tre microarchitetture per sensibilizzare le persone al riciclaggio e far capire che con gli scarti si puo fare tutto!

    Grafica Ri_festival: Fabio Cappello

    Toccata&fuga quindi è il frutto della collaborazione del gruppo progettuale sa.und.sa + contaminazioni  e, precisa il Designer Antonio Iadarola, 24 studenti  delle Università FedericoII di Napoli e SUN, i quali sono stati invitati a partecipare al workshop istituito dagli stessi architetti e designer per sperimentare nuovi modi di progettare sostenibile attraverso processi di collaborazione interdisciplinare.

    Come si legge sulla pagina sa.und.sa il gruppo ha esposto Tre microarchitetture che esprimono le potenzialità sensoriali dei “rifiuti” dimostrando come sia efficace la sperimentazione di materiali di scarto, reinterpretati attraverso processi di creazione altrettanto sostenibili e con un impatto ambientale minimo.

    -FLUSSO ARMONICO ( prog._sa.und.sa+ contaminazioni) - Questa istallazione presenta una “struttura” ben definita di “canneti” in tondini di ferro, sostenuta alla base da una “piastra” di tondini e un materiale di pavimentazione creato dalla lavorazione della carta riciclata e dalla colla di farina. Il visitatore, invitato ad attraversare il “canneto” della istallazione, innesca con il suo passaggio un “flusso armonico” generato dall’oscillazione dei barattoli “salvati” dalle discariche e assemblati alle punte dei tondini. Ultima nota riguardo alla pavimentazione: l’uso della carta riciclata e la colla di farina permette di ottenere un ottimo materiale anche per i materiali di pavimentazione ad uso abitativo, permettendo tra l’altro di creare combinazioni di “colori” e pixel di variazione cromatica diversa per ogni”piastrella”.

    -CRAZY SHINY DIAMONDS ( prog._sa.und.sa+ contaminazioni)- L’Architetto Salvatore Carbone in un’intervista rilasciata a goldweb precisa che il titolo dell’istallazione è ispirato al brano dei Pink Floyd, Shine on you crazy diamond, in cui si ascolta:

              Shine on you crazy diamond. 

    Well you wore out your welcome

    with random precision, rode on the steel breeze. 

              Come on you raver, you seer of visions, come on you painter,

    you piper, you prisoner, and shine!

    Splende nel buio l’istallazione di Crazy Shiny Diamonds al Campania, dove viene illustrata una tecnologia attualmente in uso nelle baraccopoli dell’India, le c.d. bidonville dove le popolazioni non hanno la possibilità di illuminare i loro ambienti con un clik. E allora come fanno? Semplice, basta posizionare nella parte alta degli spazi, le bottiglie di plastica contententi acqua e ipoclorito di sodio che aiuta a veicolare la “luce” dall’interno verso l’esterno! Una bottiglia di un litro e mezzo di acqua illuminata dal sole ha una potenza luminosa pari a quella di una lampadina da 50watt. L’istallazione coinvolge il visitatore ad “attivare” i “pixel” luminosi così straordinariamente semplici e interamente riciclati e riciclabili.

     

    Al workshop erano presenti, come abbiamo detto, 24 studenti di architettura e design della Federico II e della SUN di Napoli, questi sono stati suddivisi in 6 gruppi da 4 (2architetti e due designer) ognuno dei quali ha concepito 6 microarchitetture in 7 giorni (eheheh 6 architetture in 7 notti, potrebbe uscirci un film!) e tutte le creazioni dovevano essere “progettate” utilizzando materiali di scarto della stessa isola ecologica del centro commerciale. Il premio, vinto dal gruppo che è stato premiato da sa.und.sa + contaminazioni, consisteva nella possibilità di “costruire” il proprio progetto ed esporlo al centro Campania assieme alle microarchitetture dei “tutor” di sa.und.sa + contaminazioni.

    Ecco la terza microarchitettura concepita dal gruppo vincitore:

    -ECOFFEEL (Maurizio Calierno, Zenia Chinese, Marco Riccardo, Sergio Treglia)- La struttura è stata realizzata da pallet in legno e scatole di cartone e utilizzando ulteriori elementi di scarto per le rifiniture e il dettaglio, il filtri di caffè! Questo insieme a colla vinilica e tovaglioni e tovagliette riutilizzate costituiscono delle texture che rendono l’ambiente interno di questa piccola struttura invitante e curioso. Perchè? Perchè l’odore di caffè coinvolge un altro elemento fondamentale della istallazione: il visitatore. Sì, il visitatore incuriosito dall’odore del caffè si avvicina e si affaccia in alcuni riquadri ricavati nelle scatole di cartone, dove una telecamera riprende i visi e le espressioni delle persone incuriosite dall’odore. Le stesse si rivedono poi nei monitor anch’essi posti all’interno delle scatole che diventano non solo “moduli” di un elemento architettonico ma anche materiale interattivo che intrattiene  il visitatore e che gioca con lui. Questa istallazione non fa altro che invitarci a collaborare e interagire con la natura, le sue risorse, e con essa cercare di immaginare un futuro migliore.

    _Autoconstruction team: arch.Salvatore Carbone, arch. Sara Omassi, designer Antonio Iadarola, Marco Bencivenga, Paolo Brusciano, Maurizio Calierno, Fabio Cappello, Pasquale Caroprese, Ferdinando Catalano, Rossella Cesaro, Raffaella Di Martino, Marika Griffo, Francesca Iarrusso, Pasquale Letizia, Paola Mirra, Giancarla Nacca,, Marco Riccardo, Marina Scafaro, Pasquale Sorgente, Sergio Treglia. _Foto: fabio cappello_marco bencivenga_alfredo buonanno

    Che dirvi di più colorini? Se siete nelle vicinanze, andate al Centro Campania, non bisogna pensare solo allo shopping U_U lasciatevi “catturare” da questi piccoli esempi di una architettura genuina, pronta a riscattarsi e a dissociarsi invece da quegli esempi di mal-costruito e di strutture che si allontanano di molto dai concetti di reversibilità, riciclo e sostenibilità.

    “L’architettura è l’amore del mondo” dicono i sa.und.sa ebbene, amiamo la nostra terra.

    Bluecurly.

     

     

    Appunti dal BLU, abbiamo bisogno di colore anche nella musica :)

    by  • 18 maggio 2012 • ColorWhat? • 6 Comments

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    Se una sera d’estate un aviatore chiudesse gli occhi, spegnesse il motore…” cosa accadrebbe? L’aria diventerebbe sua, il cielo, le stelle, le sfumature delle nuvole, e lui sarebbe capace di volare essendo trasportato dal vento…Non è quello che immaginereste anche voi sentendo questa canzone?

    L’estate arriva ed è obbligatorio preparare la propria playlist, chiudere gli occhi, stendersi al sole e sognare, sentirsi liberi, respirare aria buona, e cosa più importante, stare bene.  Per quest’estate noi di Colorwhat vogliamo presentarvi Francesco Renna, e il suo “Appunti dal Blu“, la prima vera e sudata esperienza che ha portato il nostro amico a presentarsi al mondo della musica, cercando di dimostrare come la musica italiana, e così le nostre tradizioni, non debbano essere dimenticate. Francesco rappresenta anche una delle poche ma buone realtà della città di Avellino, che con orgoglio porta sempre nel suo cuore.

    L’album “Appunti dal Blu“, che potete ascoltare o acquistare qui, è composto da piccole storie, ognuna con un significato, un’atmosfera e un colore diverso, è il caso di dirlo, ma tutti esprimono la volontà di accarezzare la vita con poesia a suon di jazz, blues e di tutto ciò che c’è di bello in questa vita. Lo stesso autore ha creato “degli appunti” per ogni pezzo, per avvicinare di più chi ascolta alle sensazioni che lo hanno avvolto e intrappolato nella loro atmosfera, come ad esempio:

    02 Se una Notte Se una Sera Il fascino della scrittura di Calvino, un’amica speciale, la voglia di chiudere gli occhi e di spegnere il motore, una consapevolezza in mezzo a tanti “se”, una persona che viaggia attraverso le sfumature dell’esistenza, tanti personaggi che in fondo vivono per non morire. Una canzone che sa di giallo in mezzo a tanto blu.

    05 Biciclette al Passeggio Siamo a Bologna, è primavera e la città torna a prendere vita. Sbocciano i fiori, sbocciano gli amori in bicicletta, gli studenti tornano a ricreare quell’atmosfera che solo Bologna conosce. È una città in cui c’è la sensazione che sia sempre domenica, non si può non provare a raccontare una cosa del genere. Ecco a voi il video:

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    09 Deus Ex Machina Concepita come traccia dell’omonimo cortometraggio che non ha visto la luce, è un’introduzione al brano successivo che spezza l’album in due parti.

    10 Cuor di Mela E’  il pezzo più scuro di “Appunti dal Blu”. Parla di un’ideale di donna che dovrebbe essere l’ultima speranza di un uomo, prima di cadere nella freddezza della solitudine.

    Per saperne di più visitate il suo sito uffiale e il blog Terre del Lupo, un’altra realtà avellinese di cui andare fieri. Questi ragazzi ci dimostrano che bisogna sempre lottare per le proprie RADICI, per i propri COLORI, ovvero per le proprie IDENTITA’. Insomma, vi invitiamo ad ascoltare “Appunti dal blu” cari colorini, e a scoprire quale dei 14 brani (11 + 3 bonus tracks) vi appartenga di più!

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    Che dire ancora? Auguriamo al nostro Francesco Renna di continuare su questa strada, continuando sempre a migliorarsi e a puntare in alto. Nella vita c’è sempre da imparare e la creatività sprona alla continua ricerca e all’ innovazione, permettendoci di percepire e di “trasmettere” sempre quella “magia nell’aria”. Buon ascolto a voi, colorini e…

    Live your fancy, Bluecurly