Spesso mi è capitato di mostrarvi i progetti fotografici di artisti stranieri, quindi, oggi è con particolare interesse che vi presento questo bellissimo progetto immerso nel verde della natura, di un fotografo tutto italiano: Riccardo Delfanti, che ha risposto, con particolare pazienza alle nostre domande.

Come possiamo leggere dalla sua breve biografia che compare nella pagina fan di Facebook, Riccardo coltiva la passione per la fotografia sin da piccolo, sebbene, come dice lui stesso “con l’avvento delle prime compatte e poi delle compatte digitali quella “magia” si era un po’ persa, il mio punto di vista era cambiato: dal bambino divoratore di scatti, ero diventato un adolescente osservatore di attimi [...] Negli ultimi 3-4 anni però l’osservatore incominciava a sentirsi stretto, la voglia di catturare emozioni, attimi o semplicemente sensazioni si faceva più forte.. da giugno 2011 con le sole poche nozioni rimaste l’acquisto di una reflex e il ritorno di quella magia che c’era da bambino ma che ora è più “grande”.”
Non potevo non presentarvi in altro modo questo fotografo, poiché penso che le sue parole, quella “magia” di cui parla, emerga perfettamente nei suoi scatti. Quindi, adesso poche chiacchiere e godiamoci un po’ di questo magico set:






Devo essere sincera, trovo che quando una persona parla del proprio progetto, in questo caso fotografico, trasmettendo a parole una passione così smisurata, sia troppo riduttivo riassumere le risposte, ragion per cui ho pensato di riportarle nella loro interezza.
Com’è nata l’idea del set “Ivy Spirit”? Si tratta di un set studiato precedentemente o nato al momento, grazie anche alla spontaneità della modella (e qui aggiungo, bellissima)? E, solitamente, ami preparare i set o ti affidi sempre all’ispirazione del luogo in cui ti trovi, del momento?
R: L’idea “Ivy Spirit” è nata dall’evoluzione di un idea più ampia, un progetto più ampio il progetto “Nymph” di cui farà parte… L’idea della natura della bellezza.. della bellezza ed eleganza della donna.. fusi insieme a ricreare il mito greco delle Ninfe…
In particolare questo set è stato il secondo a cui ho pensato e che cercavo di realizzare da mesi in mente era già tutto immaginato l’idea c’era alcuni scatti anche, ma mancavano la modella/e perché all’inizio dovevano essere due modelle ma le due candidate hanno poi deciso di non partecipare. Ma forse è stato un bene, la modella del set è stata stupenda, bravissima, nel giro di pochi giorni abbiamo organizzato e realizzato il tutto, la location era a me sconosciuta ma si è rivelata perfetta!
Ogni scatto è ha preso vita quel giorno in quella location in quel momento…
Hai usato luce artificiale o naturale (faretti, pannelli riflettenti…)? E più in generale, quando scatti, con quale luce ti trovi più a tuo “agio”?
R: Per questi scatti ho utilizzato la luce del faretto più potente che esista, il nostro Sole! e per pochi scatti ho utilizzato un pannello riflettente per schiarire le ombre sulla modella.
In generale prediligo scattare con luce naturale, giocare con la luce del sole, la luce che attraversa le fronde di un albero, che si riflette sull’acqua sono effetti che ci regala la natura perché non sfruttarli?! e in questo caso per questo set la luce naturale era pressoché perfetta.
Ciò che interessa più da vicino noi di ColorWhat? sono i colori, quindi la domanda su questo verde inteso, penso sia d’obbligo! Ti andrebbe di spiegarci che tipo di post-produzione hai utilizzato?
R: Il verde era già predominante in tutta la scena, accentuato poi già in fase di scatto aumentandone saturazione e contrasto. In post-produzione per ottenere quel verde così brillante è basta correggere con alcune curve e un lieve aumento di saturazione e vividezza.




“Nella fofografia i pensieri,
i sogni diventano attimi nella realtà…
l’essere umano è per me in grado di trasmettere emozioni
alla pari dell’evento naturale più fantastico.“
Riccardo Delfanti
Ringrazio Riccardo per il tempo concessomi e per la disponibilità delle sue foto. 
Per guardare tutto il set cliccate qui.
Life less serious, Pinky ears.