• Archive for febbraio, 2012

    3D sculpture “Speek Blast”

    by  • 29 febbraio 2012 • ColorWhat? • 1 Comment

    Guardate qui le foto originali della prima esperienza in 3d di un giovane artista di Russia! Questo è un periodo di ripresa di esami, di corsi, ma non dimentichiamo mai che se abbiamo anche una piccola passione, noi dobbiamo sempre provare a soddisfarla…

    fotografare, scrivere, dipingere, creare….sembrano banalità, ma non fatevi ingannare da quelli che sono i modelli del successo…di una società falsa, con un falso successo, che si basa su falsi e immaginari conti in banca…Lavorare, sfrenarsi, correre avanti e indietro non devono essere l’unico modo per sopravvivere…

    scusate lo sfogo, e DISEGNATE, create and live your fancy!!!!! Bluecurly

     

     

     

     

     

    Ivy Spirit by Riccardo Delfanti.

    by  • 29 febbraio 2012 • ColorWhat?, Fotografia • 1 Comment

    Spesso mi è capitato di mostrarvi i progetti fotografici di artisti stranieri, quindi, oggi è con particolare interesse che vi presento questo bellissimo progetto immerso nel verde della natura, di un fotografo tutto italiano: Riccardo Delfanti, che ha risposto, con particolare pazienza alle nostre domande.

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    Come possiamo leggere dalla sua breve biografia che compare nella pagina fan di Facebook, Riccardo coltiva la passione per la fotografia sin da piccolo, sebbene, come dice lui stesso “con l’avvento delle prime compatte e poi delle compatte digitali quella “magia” si era un po’ persa, il mio punto di vista era cambiato: dal bambino divoratore di scatti, ero diventato un adolescente osservatore di attimi [...] Negli ultimi 3-4 anni però l’osservatore incominciava a sentirsi stretto, la voglia di catturare emozioni, attimi o semplicemente sensazioni si faceva più forte.. da giugno 2011 con le sole poche nozioni rimaste l’acquisto di una reflex e il ritorno di quella magia che c’era da bambino ma che ora è più “grande”.”
    Non potevo non presentarvi in altro modo questo fotografo, poiché penso che le sue parole, quella “magia” di cui parla, emerga perfettamente nei suoi scatti. Quindi, adesso poche chiacchiere e godiamoci un po’ di questo magico set:

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    Devo essere sincera, trovo che quando una persona parla del proprio progetto, in questo caso fotografico, trasmettendo a parole una passione così smisurata, sia troppo riduttivo riassumere le risposte, ragion per cui ho pensato di riportarle nella loro interezza.

    Com’è nata l’idea del set “Ivy Spirit”? Si tratta di un set studiato precedentemente o nato al momento, grazie anche alla spontaneità della modella (e qui aggiungo, bellissima)? E, solitamente, ami preparare i set o ti affidi sempre all’ispirazione del luogo in cui ti trovi, del momento?

    R: L’idea “Ivy Spirit” è nata dall’evoluzione di un idea più ampia, un progetto più ampio il progetto “Nymph” di cui farà parte… L’idea della natura della bellezza.. della bellezza ed eleganza della donna.. fusi insieme a ricreare il mito greco delle Ninfe…
    In particolare questo set è stato il secondo a cui ho pensato e che cercavo di realizzare da mesi in mente era già tutto immaginato l’idea c’era alcuni scatti anche, ma mancavano la modella/e perché all’inizio dovevano essere due modelle ma le due candidate hanno poi deciso di non partecipare. Ma forse è stato un bene, la modella del set è stata stupenda, bravissima, nel giro di pochi giorni abbiamo organizzato e realizzato il tutto, la location era a me sconosciuta ma si è rivelata perfetta!
    Ogni scatto è ha preso vita quel giorno in quella location in quel momento…

    Hai usato luce artificiale o naturale (faretti, pannelli riflettenti…)? E più in generale, quando scatti, con quale luce ti trovi più a tuo “agio”? 

    R: Per questi scatti ho utilizzato la luce del faretto più potente che esista, il nostro Sole! e per pochi scatti ho utilizzato un pannello riflettente per schiarire le ombre sulla modella.
    In generale prediligo scattare con luce naturale, giocare con la luce del sole, la luce che attraversa le fronde di un albero, che si riflette sull’acqua sono effetti che ci regala la natura perché non sfruttarli?! e in questo caso per questo set la luce naturale era pressoché perfetta.

    Ciò che interessa più da vicino noi di ColorWhat? sono i colori, quindi la domanda su questo verde inteso, penso sia d’obbligo! Ti andrebbe di spiegarci che tipo di post-produzione hai utilizzato?

    R: Il verde era già predominante in tutta la scena, accentuato poi già in fase di scatto aumentandone saturazione e contrasto. In post-produzione per ottenere quel verde così brillante è basta correggere con alcune curve e un lieve aumento di saturazione e vividezza.

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    Nella fofografia i pensieri,
    i sogni diventano attimi nella realtà…
    l’essere umano è per me in grado di trasmettere emozioni
    alla pari dell’evento naturale più fantastico.

    Riccardo  Delfanti

    Ringrazio Riccardo per il tempo concessomi e per la disponibilità delle sue foto. :)
    Per guardare tutto il set cliccate qui.

    Life less serious, Pinky ears.

    Odio i fiori in regalo, sono figa!

    by  • 28 febbraio 2012 • ColorWhat? • 1 Comment

    Ma saaaaaaaalve a voi miei amatissimi colorini, eccomi qui di nuovo a ciarlare di cose colorate, fighe, pseudo artistiche indieroccherròllwannasghè. (Che si legge tutto attaccato!)

    Oggi vi parlo di un particolare esperimento fatto dal fotografo Brendan Fitzpatrick, che fa questo mestiere da oltre vent’anni e da sette vive a lavora a Singapore.

    Questi coloratissimi raggi x floreali sono il frutto di diversi esperimenti di radiologia che si è concluso con l’aiuto di un laboratorio di radiografie a Singapore, il quale l’ha assistito nell’uso di un sistema a raggi x floreali.

    Alla fine, solo i colori risultanti nelle foto che tra poco vi mostrerò, sono stati editati con Photoshop.

    Molti degli esemplari sono in vendita su Society6, dateci un’occhiata!

    qui gli originali

    Beh per oggi è tutto miei amatissimi colorini, ergo vi scrivo qui la mia solita tiritera:

    La vostra Finta TestaRossa vi saluta e

    ricordate : Fake Red is the new Black.

    MQ10-Urbanscreen. Trasformare una superficie tridimensionalmente con la luce!

    by  • 27 febbraio 2012 • Architettura, ColorWhat? • 1 Comment

    E va bene, qui si parla di colori, ma il colore non sarebbe tale se non grazie alla luce! La sapete la storiella del prisma triangolare no?  Ma ora, godetevi questa splendida trasformazione che gli artisti del collettivo Urbanscreen, hanno realizzato proiettando luci e “disegni” e “rappresentazioni” che vestono la superficie del Leopold Museum di vienna. Guardalo anche su Vimeo!

     

    BLU – Writer macroscopico

    by  • 26 febbraio 2012 • ColorWhat? • 2 Comments

    Blu è un artista italiano, writer emiliano famoso in tutto il mondo per i suoi “giganti” disegni. Blu ha la caratteristica di realizzare graffiti senza badare a sfumature e dettagli, tutti realizzati con un rullo per pittori, strumento necessario per raggiungere i punti più alti delle sue “tele”.

    I suoi disegni sono soprattutto di carattere politico, sono realizzati per mandare sempre un messaggio di carattere sociale. Le sue opere sono presenti quasi in tutto il mondo: Venezuela, Germania, Messico, Palestina, Brasile, Inghilterra….

    Di seguito vi lascio un video di una meravigliosa opera di Blu.

    Immagine anteprima YouTube

    Sweet, chocolate… Kandee Shoes!

    by  • 25 febbraio 2012 • ColorWhat? • 0 Comments

    Il richiamo alle caramelle (in inglese Candy, per l’appunto) è sicuramente voluto trattandosi di scarpe dai colori fluo, divertenti e spiritose. L’ideatore di tale marchio è di Josh Wayman, il quale ci spiega che la prima collezione è stata proprio ispirata dal mondo (e io aggiungo, dai colori) delle caramelle:

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    Personalmente, almeno questa prima collezione, l’ho trovata un po’ troppo eccessiva, la definirei quasi “un pugno nell’occhio”, ma come si dice “de gustibus”; perché, va bene che noi di ColorWhat? siamo fanatici dei colori, ma “est modus in rebus”.  Sicuramente è stato un must che non è mancato negli armadi di ogni sedicente fashion victim che si rispetti nella passata stagione stagione S/S 11, in cui regnavano sovrani il color blocking e le nuances strong e accese.
    Fortunatamente in casa Wayman, dopo la prima collezione, hanno acceso la luce e ne sono usciti dei toni un po’ più nella norma:

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    Tronchetti, ballerine, sandali ortopedici, plateau, stampa animalieur, borchie, insomma un vasto assortimento di tendenze e fantasia che ti renderanno indecisa proprio come quando ti trovi davanti al bancone delle caramelle e devi decidere quale acquistare! Ce n’è davvero per tutti i gusti:

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    Ora, se siete stati particolarmente attenti alla visione di queste ultime scarpe che vi ho mostrato, avrete sicuramente capito che uno dei tratti caratteristici di questo brand sono le suola colorate! Davvero un tocco originalissimo che non era neanche venuto in mente né a Louboutin né a Saint Laurent!
    Non mi resta che dirvi il solito motto popolare: chi alla moda e senza un briciolo di personalità vuole apparire, un po’ di ridicolezza deve subire!

    Life less serious, Pinky ears!

    A scuola di elettronica con Zim e Zoue tutto con della carta colorata!

    by  • 24 febbraio 2012 • ColorWhat? • 0 Comments

    Salve a voi miei amatissimi colorini, la vostra finta testarossa a livello salutistico sta sempre peggio (oltre ai geloni ci si è aggiunta anche l’influenza etciùùù) ma ciò non mi impedisce di aggiornarvi sempre sulle ultime stramberie colorate che mi capita di trovare in giro per il web.

    Oggi tocca ai progettisti prodigio Lucie Thomas e Thibault Zimmermann, che si occupano dello studio di design contemporaneo Zim e Zou con sede in Francia.

    Il duo esplora una miriade di mezzi tra cui la scultura in carta, installazioni, grafica, illustrazione, web design per i loro clienti, portando il loro lavoro alla stampa di numerose pubblicazioni di cui Papercraft 2.

    qui per tutti gli originali

    Questa ultima loro collezione si intitola Back to Basics e rappresenta quasi un anno di lavoro (apparentemente ancora in corso). Ogni dispositivo colorato è tagliato meticolosamente a mano utilizzando carta riciclata, e anche più piccoli gli “scarti” scarti vengono riutilizzati per formare alcune delle componenti più piccoli dettagli. Questa è solo una manciata di foto, potete vedere molti scatti più dettagliati qui.

    qui per tutti gli originali

    Beh per oggi è tutto miei amatissimi colorini, ergo vi scrivo qui la mia solita tiritera:

    La vostra Finta TestaRossa vi saluta e

    ricordate : Fake Red is the new Black.

    Collective Power, un’arte che fa riflettere – Do Hu Suh

    by  • 23 febbraio 2012 • ColorWhat? • 1 Comment

    Questo è un tempo di crisi, di cose assurde, e di un tempo che non sa cosa vuole ancora combinare al nord e al sud…e tutti ci sentiamo, nel nostro piccolo, travolti da un enorme TORNADO……colorato! Se dobbiamo essere spazzati via, almeno facciamolo con un tocco di color!
    Il Tornado gigante, formato dalle figure di piccoli uomini sovrapposti dall’artista coreanoDo Ho Suh, è attualmente in mostra alla Western Washington University.
    E’ una delle opere che esprimo la visione del suo stesso lavoro, esplorando la relazione tra individualità, collettività, e l’anonimato. Piccole e diverse entità, insieme possono essere il luogo stesso. Se diamo uno sguardo alle altre istallazioni, ci accorgiamo che il soggetto principale dei suoi studi sono i luoghi collettivi, una piazza, un monumento, luoghi dove ognuno può riconoscersi, ma può anche perdersi… per questo, insieme, possiamo reinventare lo spazio, e conquistarlo.
     Per usare le sue stesse parole:

    ” Il lavoro è un tentativo di decifrare i confini tra una identità unica e un gruppo più grande, e come le due condizioni coesistono. ”

    La forza della collettività viene espressa ancora meglio da un’altra sua opera, che vi invito a cercare, “the floor” sorretto da piccole figure di uomini e di donne che sorreggono la “società” odierna con la loro forza, con le sole mani..ma insieme, uomini e donne, possono rappresentare un muro, una barriera e sentirsi finalmente uniti. Un messaggio polito?

     

    Un altro concetto dell’artista è quello del tatto, delle sensazioni e della consistenza fisica e reale di un edificio, di una scala, di un corpo che può continuare a dare l’impressione della sua solidità, pur avendo una “struttura” morbida e leggera, tessile! Guardande questi esempi:
    qui la foto originale
    qui le foto originali
     Live your fancy…e il Blog di Do Ho Suh!

    Bluecurly