• Archive for novembre, 2011

    Cena in rosa

    by  • 27 novembre 2011 • ColorWhat? • 0 Comments

    Stanchi delle solite serate piatte? Avete voglia di organizzare una festicciola senza cadere nel banale, nello scontato? Benissimo! La fata turchina o, meglio, rosa, che sarei io, accorre in vostro aiuto!
    Devo dire che partecipare sempre alle solite feste di compleanno tristemente uguali l’una all’altra ha stancato anche me, ecco perché ho deciso di spingere le vostre menti a puntare sull’originalità e sulla creatività! E cosa poteva proporvi la vostra Pinky ears se non una cenetta in rosa? Ok, allora poche chiacchiere e partiamo, non con le portate, ma con i preparativi:

    Non facciamo nulla di eccessivo e che richieda troppo tempo, ma solo un minimo di accortezza nei particolari, che sono ciò che ci contraddistinguono e che, sicuramente, sarà ciò che resterà più impresso nei ricordi degli invitati.
    Partiamo dalla tovaglia, ovviamente rosa, o comunque una in cui compaia il rosa, con tovagliette abbinate. Potete usare anche un fermaposto creato da voi: una rosettina o un nastrino in tinta legati attorno al tovagliolo penso possa bastare. Per i bicchieri, andranno benissimo anche quelli di cristallo. Unica regola, non eccedete con il rosa, va bene che si tratta di una serata a tema, ma, come tutti ben sappiamo, il troppo storpia!! Vi mostro due pratici esempi:

    Ora, finalmente passiamo alle possibili pietanze! Per alcune vi rimanderò alla ricetta:

    Antipasto:
    - prosciutto cotto avvolto su grissini, cubetti di mortadella, mozzarella;
    - gamberetti in salsa rosa (qui la ricetta);
    - crostini con salmone o mousse di salmone (ottenuta frullando il salmone con la ricotta);
    - involtini di salmone con formaggio caprino;
    - polipo all’insalata servito su conchiglie.

    Primi piatti:
    - risotto ai gamberetti (qui la ricetta);
    - penne salmone e panna (qui la ricetta);
    - risotto alle fragole (qui la ricetta).

    Secondi piatti:
    - salmone alla griglia;
    - spiedini di gamberi.

    Dolce:
    - tiramisù alla fragola o frutti di bosco rossi (qui la ricetta);
    - crostata rosa di mele (qui la ricetta).

    Da bere:
    - accompagnate l’aperitivo con un bellini, un martini rosa o un prosecco, io consiglio il Jacarando;
    - per i primi piatti e i secondi, essendo per la maggior parte di pesce consiglio dei rosati: il Primula rosa Cantine Barone annata 2010 e Rosalice di Masseria Felicia annata 2009.

    Ora non mi resta che augurarvi buon appetito e buon divertimento e ricordate… life less serious, la vostra Pinky ears!

     

    Musica nera con i “The Black Keys”

    by  • 22 novembre 2011 • ColorWhat? • 1 Comment

    Una sera come tante mr. F. passa a prendermi e : “C. metto un cd nuovo stasera” – mette in moto la macchina, inizio ad ascoltare sbirciando dal finestrino e – “Uh figofigofigofi!…allora chi sono?” – “i The Black Keys” – silenzio – i the blachè?-

    Ebbene signori, quasi come sulla scia del colorchehaidetto? Il mio amore, la mia passione, la gratitudine delle mie orecchie verso questo gruppo è cominciata proprio così. Chiedendomi chi cavolo sono sti BLACK keys?
    Molto probabilmente questo articolo verrà letto da tre, quattro gatti ehmm (per rimanere in tema con il nostro blog) da tre, quattro STEVOLINI carini e puzzini. Perchè vi dico ciò? Semplice, perché parleremo di un gruppo la cui esistenza pare sconosciuta ai più. Colpa loro? Sono poco fighi? No, è colpa di un mtv, di una tv … di una radio che non smercia più roba buona, salvo qualche eccezione. Ma lasciatemi fissare una -nota- così, su due piedi (su una sedia.-.) : strano come oggi a parlar di musica si debba far riferimento dapprima alla tv … non bisognerebbe ritornare a dare importanza alla voce? Al suono? Ma del tema:” passato, ritorna che mi manchi” ne parleremo con i The Black Keys, e nei successivi articoli.
    Ecco! Mi è sfuggita la presentazione del nome di questo santo gruppo di mano. Ebbene parleremo di questi due ganzi venuti dall’Ohio, nell’attesa del loro settimo album “El Camino”, in uscita il 6 dicembre e da cui è stato strappato via un singolo a dir poco brillante (avete pensato subito: settimo album? Perchè non li ho ancora sentiti fino ad’ora …ve l’avevo detto!).
    A voi, “Lonely boy”
    Immagine anteprima YouTube
    Quanta roba eh?! Tra l’altro questo improvvisato ballerino potrebbe quasi ricordare Thom York nella sua “Lotus Flower” (Radiohead) .

    Tornando ai TBK, si spera che il suono “nero” che ha caratterizzato il loro marchio fin dai primi album, non scivoli via tra le corde delle strambe chitarre che Dan Auerbach (voce e chitarra) ama collezionare, e che non risulti schiacciato tra le bacchette e la grancassa del batterista Patrick Carney. Per i primi album, in cui la chitarra di Dan era addirittura scordata, il loro inconfondibile timbro, riesce a farsi spazio in una realtà da tempo segnata dalla mancanza di originalità e “vecchio” stile. Un suono sporco il loro, che non è ossessionato dalla ricerca di un suono puro e dalla ricerca della perfezione standard che molto spesso ci propongono.

    Sopra ho fatto riferimento al passato.
    E’ facile immaginarsi proiettati in New Orleans, nel Texas, o nell’Ohaio, da cui provengono questi due lonely boy e in qualsiasi altro luogo sacro bagnato dal Missisipi, ascoltando una loro traccia (le potrete trovare cliccando sui nomi degli album). Una voglia di vecchie storie vi verrà a prendere nelle vostre stanzette e vi porterà proprio in quelle acque della musica nera, alla quale i due si riferiscono non solo per il nome. I ”Tasti Neri” possono riferirsi ai tasti del pianoforte e quindi alle tonalità minori con cui si suona il blues, o come confermato da alcune voci, “black keys” è un insulto bell e buono!
    Possiamo dire inoltre che fin dal primo album “The big coming up” si percepisce non solo quel gusto rock che vi si scioglie tra i capelli mentre vi dimenate come pazzi, ma quella libertà che richiama le prime radici del sacro blues, quello che pare essere nato tra i canti degli schiavi delle Cotton Belt americane. Un richiamo alla storia viene fatto nelle diverse cover rivisitate dai due, in onore dei Beatles “She said, she said” sempre del primo album, “Never Give You Up”di Jerry Butler, e non solo. Il biondo barbuto Dan e lo spigoloso Patrick, reinventano se stessi. Arrivano infatti al sesto album “Brother” con l’intenzione di “rispettare il passato, pur essendo nel presente” come dice lo stesso batterista, indicando il proprio lavoro e quelle atmosfere fumose e quei toni così rock sparsi in precedenza tra le tracce di “Thickfreakness” e di “Attack&Release”, come i temi da rimescolare in “El Camino”, in cerca di un aspetto soul ancora più forte, forse..o semplicemente diverso?

    Lo scopriremo il 6 dicembre … ed io e mr. F. lo scopriremo il 31 gennaio all’Alcatraz di Milano
    Da parte mia, mi auguro che quel sound grezzo, imperfetto e indie apparterrà ancora a questi “maledetti” tasti neri.

    http://www.theblackkeys.com/

    Live your fancy – BlueCurly

    Rainbow ombre hair

    by  • 20 novembre 2011 • ColorWhat? • 1 Comment

    Impazzano nel web foto di ragazze dai capelli multicolor o, per la precisione, stile arcobaleno.

    Beh si, mi rendo conto che una tintura di questo genere sia alquanto eccessiva, soprattutto se devi recarti ad un colloquio di lavoro. Mi riferivo a qualcosa di molto più semplice, da poter realizzare magari durante le vacanze estive.
    Ispiratrice di tale post è la splendida Lauren Conrad, modello di semplicità, eleganza e bellezza.

    Inutile dirvi che ormai il Rainbow ombre hair è diventata la nuova tendenza in arrivo dagli USA. Se non avete ancora capito in cosa consiste, nello specifico, bene, vi spiego tutto io! Innanzitutto, partiamo dal fatto che si tratta di ombre hair, ovvero una sorta di colpi di sole biondi sulle punte, che solitamente vengono arricciate a mo’ di onde sinuose, per intenderci meglio:

    Ora, il Rainbow ombre hair non è altro che la versione colorata di questa modalità di tintura: ravvivare la chioma con colpi di sole e i colori dell’arcobaleno. Né eccentrico, né eccessivo e, inoltre, si tratta comunque di tintura che va via con qualche shampoo, quindi dura davvero pochissimo. Un ottimo espediente se volete cambiare un po’.
    Lauren Conrad nel suo blog ci spiega anche come è riuscita ad ottenere questo effetto assieme alla sua hairstylist Kristin Ess.

    Insomma, se vi state chiedendo quale sia il must per questa stagione: OSARE… anche nell’acconciatura!

     

    Life less serious, Pinky ears.

    “La suola della discordia”, Yves vs Christian.

    by  • 13 novembre 2011 • ColorWhat? • 0 Comments

    Mi sembrava doveroso utilizzare un titolo che richiamasse il mitico episodio del pomo della discordia (beata Eris, una ne pensava e cento ne faceva!) per introdurre questo post tutto modaiolo e civettuolo. Ebbene si, nonostante tutti noi ormai sappiamo che di originale nell’alta moda non esiste proprio più nulla, c’è ancora chi si scandalizza quando gira la voce che qualcuno ha copiato qualcun’altro! ”No, non ci credo! Ma come ha osato?” Business, si chiama business!

    Ma veniamo nello specifico! Stavolta sul banco degli imputati ci sono le monsieur Christian Louboutin e le monsieur Yves Saint Laurent (o comunque la sua azienda, siccome, pace all’anima sua, il povero Yves è morto nel 2008).

    C’è davvero bisogno che vi dica chi siano? Va bene, allora vi dirò sinteticamente, che il signore Yves è uno che ha fatto la storia dell’alta moda, al pari di Dior, Chanel e via dicendo, sinonimo di eleganza; il signorino Christian invece è specializzato in calzature, ma andateci piano con tale definizione, le sue suole, oltre ad essere pagate fiumi e fiumi di soldi, sono considerate dei veri e propri gioielli (sarà mica già solo per il prezzo?). Elemento caratteristico? la suola rosso scarlatto.
    Il capo d’accusa pare sia proprio il colore rosso di queste suole! Infatti, tra tutta la gamma cromatica, quale colore sono andati a scegliere quelli dell’azienda Saint Laurent? Esatto! Il rosso, rosso scarlatto, il rosso del povero Christian! Vi immaginate la sua reazione alla vista delle collezioni Tribute, Paris e Woodstock di YSL? Oso solo immaginarla! Ok, se non mi credete, guardate di persona, le immagini parlano chiaramente:

    Ora, a parte gli scherzi, Louboutin si è visto costretto a fare causa all’azienda francese, avendo lui stesso depositato il marchio della suola rossa nel 2008 e, credendo, ormai vinta la causa in partenza. Ovviamente il povero Chri non chiedeva l’esclusiva sul colore della suola, ma un risarcimento di 1 milione di dollari (e chiamiamolo fesso!).
    Insomma, dopo fasi altalenanti, con continue accuse da un’azienda all’altra, la corte federale di Manhattan ha stabilito che: “A differenza di loghi e altri disegni non vi sono diritti per determinati colori. Attribuire ad un’azienda il diritto esclusivo delle suole rosse sarebbe come aver voluto vietare a Monet l’uso di una specifica tonalità di blu per i suoi dipinti, visto che Picasso era arrivato prima con il suo periodo blu.”
    Io aggiungo, non ne fare un dramma, caro Chri, perché la tua bella suola rossa, fu utilizzata già negli anni ’70 dallo stesso Yves e all’epoca tu avevi pressapoco una decina d’anni! Punta su un bel loghetto, se vuoi ti prestiamo Stevolino come modello, magari ti andrà meglio la prossima volta!

    Life less serious, Pinky ears.

    Apple TV – La scatolina magica

    by  • 12 novembre 2011 • ColorWhat?, Tecnologia • 3 Comments

    Con Apple TV tutto quello che vuoi vedere va in streaming senza fili sul tuo televisore widescreen: dai film ai video di YouTube fino alle tue foto. Non devi preoccuparti di quanto spazio hai a disposizione, e non devi sincronizzarla con la libreria iTunes: i film che acquisti o noleggi su iTunes, anche quelli in HD, arrivano sul tuo televisore via internet, mentre musica e foto vengono trasmesse dal computer. Tu devi solo fare clic sul telecomando. E goderti lo spettacolo.

    Installare la tua Apple TV è facilissimo: inserisci il cavo di alimentazione in una presa di corrente e collega l’Apple TV al televisore widescreen con un cavo HDMI (in vendita separatamente). Tutto viene trasmesso in streaming wireless, perciò non ti serve nient’altro.

    Ora non dovrai più cercare fra i DVD a noleggio o rassegnarti a guardare vecchi classici in TV: con Apple TV puoi vedere subito i migliori film di Hollywood e tutte le ultime novità, spesso dal giorno stesso dell’uscita in DVD. Anche i film di grande successo sono sempre disponibili e puoi noleggiarne quanti ne vuoi.  Puoi noleggiare i film SD (definizione standard) a partire da soli € 2,99, e quelli in HD a partire da € 3,99. Hai 30 giorni per guardare il film, e una volta cominciato puoi rivederlo tutte le volte che vuoi nelle successive 48 ore.

    per saperne di più: apple.com