Per amarsi davvero non bisogna essere simili.
Bisogna essere complementari.

(foto inviataci da “EMME”)
“Se una sera d’estate un aviatore chiudesse gli occhi, spegnesse il motore…” cosa accadrebbe? L’aria diventerebbe sua, il cielo, le stelle, le sfumature delle nuvole, e lui sarebbe capace di volare essendo trasportato dal vento…Non è quello che immaginereste anche voi sentendo questa canzone?
L’estate arriva ed è obbligatorio preparare la propria playlist, chiudere gli occhi, stendersi al sole e sognare, sentirsi liberi, respirare aria buona, e cosa più importante, stare bene. Per quest’estate noi di Colorwhat vogliamo presentarvi Francesco Renna, e il suo “Appunti dal Blu“, la prima vera e sudata esperienza che ha portato il nostro amico a presentarsi al mondo della musica, cercando di dimostrare come la musica italiana, e così le nostre tradizioni, non debbano essere dimenticate. Francesco rappresenta anche una delle poche ma buone realtà della città di Avellino, che con orgoglio porta sempre nel suo cuore.
L’album “Appunti dal Blu“, che potete ascoltare o acquistare qui, è composto da piccole storie, ognuna con un significato, un’atmosfera e un colore diverso, è il caso di dirlo, ma tutti esprimono la volontà di accarezzare la vita con poesia a suon di jazz, blues e di tutto ciò che c’è di bello in questa vita. Lo stesso autore ha creato “degli appunti” per ogni pezzo, per avvicinare di più chi ascolta alle sensazioni che lo hanno avvolto e intrappolato nella loro atmosfera, come ad esempio:
02 Se una Notte Se una Sera Il fascino della scrittura di Calvino, un’amica speciale, la voglia di chiudere gli occhi e di spegnere il motore, una consapevolezza in mezzo a tanti “se”, una persona che viaggia attraverso le sfumature dell’esistenza, tanti personaggi che in fondo vivono per non morire. Una canzone che sa di giallo in mezzo a tanto blu.
05 Biciclette al Passeggio Siamo a Bologna, è primavera e la città torna a prendere vita. Sbocciano i fiori, sbocciano gli amori in bicicletta, gli studenti tornano a ricreare quell’atmosfera che solo Bologna conosce. È una città in cui c’è la sensazione che sia sempre domenica, non si può non provare a raccontare una cosa del genere. Ecco a voi il video:
09 Deus Ex Machina Concepita come traccia dell’omonimo cortometraggio che non ha visto la luce, è un’introduzione al brano successivo che spezza l’album in due parti.
10 Cuor di Mela E’ il pezzo più scuro di “Appunti dal Blu”. Parla di un’ideale di donna che dovrebbe essere l’ultima speranza di un uomo, prima di cadere nella freddezza della solitudine.
Per saperne di più visitate il suo sito uffiale e il blog Terre del Lupo, un’altra realtà avellinese di cui andare fieri. Questi ragazzi ci dimostrano che bisogna sempre lottare per le proprie RADICI, per i propri COLORI, ovvero per le proprie IDENTITA’. Insomma, vi invitiamo ad ascoltare “Appunti dal blu” cari colorini, e a scoprire quale dei 14 brani (11 + 3 bonus tracks) vi appartenga di più!
Che dire ancora? Auguriamo al nostro Francesco Renna di continuare su questa strada, continuando sempre a migliorarsi e a puntare in alto. Nella vita c’è sempre da imparare e la creatività sprona alla continua ricerca e all’ innovazione, permettendoci di percepire e di “trasmettere” sempre quella “magia nell’aria”. Buon ascolto a voi, colorini e…
Live your fancy, Bluecurly
Potremmo dire che questa camera si ispira alla suddivisione chiara e distinta dell’emisfero destro e sinistro del nostro cervello. La divisione è netta, ma parliamo sempre di due sistemi completamente dipendenti e sempre relazionati tra loro
ci ricorda anche la foto che abbiamo postato tempo fa sulla nostra pagina facebook…Ma andiamo nel dettaglio:
Jessica Venediger, proprietaria dell’hotel ‘Au Vieux Panier’ di Marsiglia (che io vi consiglio di andare a vedere *.*), ha ingaggiato l’artista di graffiti “Tilt “per decorare una delle stanze del suo albergo con i suoi spray colorati,a una condizione: colorì si, ma a metà.
Qui trovate altre foto di questa bizzarra stanza d’albergo nel quale…andiamo, chi di noi non vorrebbe dormirci?
Date un’occhiata anche al video…
Live your Fancy, Bluecurly
Accadeva nel 2011, ad un evento benefico tenutosi presso i leggendari Abbey Road Studios di Londra, quando venne mostrato un ritratto di Jimi Hendrix molto singolare : si tratta di un mosaico di 120×100 cm fatto esclusivamente di plettri per chitarra Fender di vari colori. Avete capito bene colorini musicini: ne sono stati utilizzati più di 5.000. Io ormai li trovo solo a un euro l’uno! Non oso immaginare il prezzo! DI SICURO, se avete un fidanzato chitarrista, che magari perde ogni tanto i plettri (ogni riferimento è puramente casuale), allora potreste pensare di creare anche voi una piccolo ritratto fatto di plettri, così li avrà sempre a portata di mano XD
Il singolare quadro è stato creato dal 39enne artista di Manchester Ed Chapman - one of the UK’s finest contemporary artists, specialising in mosaics and mosaic portraits, come viene definito sul suo blog. Abbiamo letto che è stato messo all’asta (si ritiene che possa aver superato le 16.000 sterline, 19.000 € ca.), e il ricavato dovrebbe essere stato devoluto alla Cancer Research UK.
“Jimi Hendrix è stato un maestro della chitarra e nessuno suonava una Fender come lui”, ha dichiarato Chapman. “Ho deciso di usare dei plettri per creare un suo ritratto peché mi piace sperimentare materiali e consistenze diverse e credo che sia un omaggio appropriato al musicista”.
Ricordate di visitare il suo sito
qui non si tratta solo di un artista che sa “modellare” il colore, ma qualsiasi tipo di materia.
Live your fancy, Bluecurly
L’architettura oggi vive un momento di incertezza e di dubbio. Bisogna puntare all’innovazione e al futuro? senza tener conto delle tradizioni? Senza essere “del proprio tempo”? Buttarsi alla cieca?…Per evitare di commettere errori che si traducono in progetti e realizzazioni sbagliate, così lontane dall’unico fine per cui quelle o queste opere sono state pensate, occorre tenere sempre presente gli insegnamenti di chi l’architettura, quella vera, l’ha davvero sentita.
Mies van der Rohe di fatti, era un uomo, prima che un architetto, davvero triste U_U…perchè molti suoi colleghi e non, contemporanei, volgevano verso l’aspetto individuale dell’architettura e non a quello universale, dimenticando quello che è il compito di Un’Architettura: occuparsi dell’altro. Del cittadino, del prossimo, della città in generale che avrà quell’opera, e la sentirà sua, la vivrà, la utilizzerà…Non puntiamo solo a lasciare una firma, alla Zaha Hadid…molte volte il minimo intervento è la “mossa” giusta da apportare a un nostro progetto. In Italia di architettura all’avanguardia non se ne vedono molte per TANTI motivi. Ma noi volgiamo uno sguardo anche all’estero, là dove forse il terreno della storia non è poi così tanto forte e radicato, per cui “lì” hanno nella loro mentalità il giusto slancio verso quella architettura limpida e fresca, che a mio avviso però tende a volte un pò ad esagerare. “La verità sta nel mezzo”. Bisogna allora equilibrare innovazione e tradizione. Questo progetto è uno di quelli…in cui ogni aspetto è stato studiato per generare una buona architettura. “Un architettura totale” come diceva Gropius…e qui troviamo addirittura anche una collaborazione con un artista…..
Vi parlo del Netherlands Institute fot Sound and Vision, progettato dallo studio olandese NRA – Neutelings Riedijk Architects nella città di Hilversum. Qui il colore è uno dei MATERIALI fondamentali del progetto, ma oserei dire che anche il volume e lo spazio non sono stati certo dimenticati nel cassetto! E’ un cubo perfetto che si sviluppa su cinque piani ipogei ed altrettanti fuori terra, rivesito in facciata con un vetro colorato. Costato 40milioni di euro, l’istituto ospita, oltre agli archivi della radio nazionale olandese ed a una serie di uffici, un museo tematico.
Il fronte esterno è stato disegnato in collaborazione con l’artista Jaap Drupsteen, su ciascun pannello in vetro fuso, sono raffigurati alcuni momenti chiave nella storia della televisione olandese. Ogni immagine è visibile solo ad una certa angolazione, nel complesso risulta essere una facciata multicolor davvero suggestiva! A noi piace molto!e a voi?
Eccovi una delle sezioni per capire meglio la -struttura-
E’ curiosa, in effetti, la – sezione- del sottosuolo, e del secondo prospetto interno che assume l’edificio (quelle bucature regolari che fanno intravedere il colore rosso degli ambienti) che è come se si aprisse e sprofondasse in un ulteriore dimensione, ricoperta dai tre piani aggettanti, il cui rivestimento forse ci fa pensare alle mattonelle di un bagno u.u, ma in realtà è perfetto per riflettere la luce-colorata- diffusa dalle vetrate…E mentre il museo multimediale e le diverse zone dedicate alle attività formative le troviamo nei piani superiori, scendendo nel sottosuolo, troviamo gli studi di registrazione televisiva.
Altre foto qui e non dimenticate la nostra pagina facebook! Questo edificio è la copertina del nostro album Architecture in color!
Live your fancy, Bluecurly
p.s. scusate, oggi ero in vena di pallose riflessioni di Architettura – fatta in modo modesto e insufficiente- aggiungerei. OK sono anche critica oggi. addio colorini :3